Articoli dalla stampa argentina
( Parte II )
" Giovanni Paolo I e l'Argentina "
Rivista "Radiolandia 2000", settembre 1978
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Giovanni Paolo I non è argentino per la Prima Guerra Mondiale
CANALE D'AGORDO, ITALIA, per Natalio Gorin. Foto : Carlos Fraga (inviati speciali).
Da Roma a Belluno abbiamo speso dieci ore in treno expresso. E, da Belluno a Canale D'Agordo, mezz'ora in taxi, facendo una strada di 45 km che sembra disegnata in mezzo alla valle che formano le montagne agordine (benché alcuni dicono "pre-alpine"). È la regione del Veneto, al nord d'Italia.
Finalmente, Canale D'Agordo. Un cartello indica i mille metri sopra il livello del mare. Ed anche sono mille gli abitanti. Un paesino ? Sì, estratto da una cartolina, come gli altri che abbiamo visto per strada. Nessuno si è commosso per l'arrivo di due giornalisti. Tutto il contrario, tutti vogliono collaborare : da alcuni giorni, sono diventati "paesani" del Papa, e vogliono gridare quell'orgoglio al mondo.
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La casa di Edoardo Luciani (maestro in pensione) non è diversa dal resto, meglio, è di quelle più semplici, e mi fa pensare che qui pure i pensionati ... devono protestare sotto il sole della piazza. Luciani mi apre le porte della sua casa con sincerità, perfino con affetto quando gli dico che sono argentino. Ma questo di accogliere i giornalisti è diventata un'abitudine per lui.
- Sa in quanti sono venuti ? Mi stupisco, arrivano da tutte le parti del mondo. E voi non siete gli ultimi; mi hanno avvertito che ci saranno molte altre visite.
- Ha parlato con suo fratello ?
- Il giorno dopo la sua elezione. L'ho notato molto sereno. E quello ha dato tranquillità anche a me, perché ero abbastanza innervosito. Per Albino, per nostra sorella Antonia, che abita a Trento ... e per tutto questo, lei s'immagina, vero ? Un fratello Papa, così, all'improvviso ...
- Lei credeva alle possibilità di Albino ?
- Ne ero sicuro ! Appena seppi della morte di Paolo VI (un grande uomo), pensai a mio fratello. Però, una cosa è pensarci sopra ed un'altra averlo visto affacciarsi dal balcone di San Pietro diventato Papa. L'emozione mi aveva preso, è stata più forte di me.
- Suo padre è stato in Argentina ?
- Se non fosse stato per la Prima Guerra Mondiale, tutta la famiglia si sarebbe trasferita in Argentina. Mio padre ci è stato dal 1913 al 1914, lavorando come muratore a La Plata. Qui ha lasciato mia mamma ed Albino, con l'intenzione di richiamarli appena avesse guadagnato qualche soldo. Ma è scoppiata la guerra ed è tornato per essere insieme con loro. Poi, si è ingrandita la famiglia (Albino compirà 66 anni, io ne ho 62 ed Antonia 58), e papà aveva deciso di rimanere a lavorare in Europa, qui, in Francia, in Svizzera ... ci andava e ritornava.
- Seconda la biografia ufficiale del Vaticano, suo padre era socialista. Albino non ha avuto uno scontro con lui quando gli aveva detto che pensava al sacerdozio ?
- Papà era socialista, vero, però non estremista : diciamo meglio, un socialdemocratico. Papà si trovava in Francia quando Albino gli chiese il permesso di andare in Seminario. E mio fratello ancora custodisce la lettera con la sua risposta : papà gli diceva che, se quella era la sua vocazione, egli non avrebbe messo nessun ostacolo perché la seguisse.
- Lei, Edoardo, quanti figli ha ?
- Nove. Qui, a casa, ho i quattro minorenni; gli altri stanno lavorando in altre città : lei sa, un paese piccolo ha poche possibilità per i ragazzi.
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Paese piccolo, secondo Edoardo Luciani. Però ha una chiesa e parroco. Si chiama Rinaldo Andrich.
- Io stavo guardando la televisione quando anunciarono il nome di Albino Luciani. È stata tanta la mia gioia che ho fatto rintoccare le campane per due ore. La gente ha riempito la chiesa ma, siccome è piccola, in molti seguirono la Messa dalla piazza.
- Poco fa mi diceva Edoardo che lui era sicuro dell'elezione di suo fratello ...
- Guardi, io credo che Edoardo non ha mai dimenticato un gesto di Paolo VI, il 16 settembre 1972, quando aveva visitato Venezia. Allora, in mezzo a Piazza San Marco, il Papa aveva messo la sua cappa (n.d.a. stola) sulle spalle di Albino Luciani, ch'era proprio il Cardinale di Venezia ... (n.d.a. non era ancora cardinale)
- E Lei, cosa ne pensa : c'è stato un gesto di amicizia o qualcos'altro ?
- Qualcos'altro : stava indicando il suo sucessore.
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Torniamo a Belluno. Al Seminario Gregoriano dove Giovanni Paolo I è stato ordinato sacerdote nel 1935. (n.d.a. l'ordinazione sacerdotale ebbe luogo nella chiesa di San Pietro a Belluno). Il suo direttore, monsignor Ottorino Pierobon, conosce molto da vicino la personalità del nuovo Pontefice.
- È stato il mio professore, qui, in questo stesso Seminario. Luciani è un essere eccezionale ed ha un senso speciale per trattare gli argomenti : egli non vende le sue idee ma comunica convinzioni. Da lì il suo linguaggio : semplice e profondo nello stesso tempo. Io ricordo la sua passione per la storia, per la letteratura ed anche per il cinema che aveva introdotto come materia nel Seminario.
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Belluno, sede della diocesi, ha avuto come vicario generale l'attuale Papa, tra il 1948 e 1954. Quel posto l'occupa adesso Ausilio Da Rif , "paesano" di Albino Luciani.
- Siamo dello stesso paese, Canale D'Agordo, ma siccome lui ha alcuni anni in più, ho preso coscienza della sua personalità quando è stato il mio vicerettore, al Seminario.
- Come lo definirebbe ?
- Come un uomo di grande nobiltà, intelligente e con un dono speciale per trattare con la gente.
- A Roma, alcuni dicono che lui è tanto più intellettuale di Paolo VI : Lei cosa ne pensa ?
- Hanno diverse caratteristiche. Luciani è un'intellettuale, vero, ma pastore; ha avuto molti contatti con il popolo. Non si dimentichi che Luciani è stato sacerdote in parrocchie molto piccole, maestro di seminario, vescovo e cardinale. Paolo VI, invece, ha passato molti anni della sua vita alla curia romana.
- Quali possono essere le massime preoccupazioni del nuovo Pontefice ?
- Io l'ho accompagnato a Roma quando Giovanni XXIII l'ha consacrato vescovo di Vittorio Veneto. In quell'occasione, siamo stati insieme per quindici giorni e mi sono potuto avvicinare ai suoi pensieri. Giovanni Paolo I, ne sono sicuro, ha due preoccupazioni fondamentali : 1) La crisi dell'umanità e l'ingiustizia : perché Luciani conosce fino in fondo la problematica sociale. 2) Capisce che la Chiesa deve rinnovare il metodo di trasmissione della catechesi perch'è il grave problema che la nuoce internamente.
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Canale D'Agordo, Belluno ..., una regione, il Veneto. Un figlio di quella terra è giunto al trono di San Pietro. In casa di Edoardo Luciani il telefono non smette di squillare ...
- Sì, sono il fratello del Papa. Sì, sì ... ne ero sicuro ...
Parenti di Giovanni Paolo I in Argentina
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| "Radiolandia 2000", settembre 1978 |
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SANTA FE : UN CUGINO DEL PAPA
Si chiama Pio De Dea Luciani; ha 74 anni e da mezzo secolo abita nel nostro paese. Lo abbiamo trovato a casa sua in via Gorostiaga al 2200, Santa Fe. Emozionato, felice, accanto a sua moglie Carolina. Ci ha raccontato che ha saputo la lieta novella trovandosi al club Friulano della città e ci dà dettagli della sua parentela : sua madre era sorella del padre di Albino Luciani. Siccome Giovanni Paolo I è nato a Canale D'Agordo e benché di otto anni più grande del Papa, hanno condiviso l'infanzia, giacché abitavano a poche strade di distanza. Quando Pio decide di emigrare in Argentina, suo cugino aveva già deciso la sua vocazione sacerdotale. Si scrivono.
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| Rivista "Siete días", 31 agosto 1978 |
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LA CUGINA ARGENTINA DEL PAPA Giovanni Luciani, padre di Papa Giovanni Paolo, è stato in Argentina. Ma nessuna delle notizie dalle agenzie europee consegna la data esatta del suo ingresso nel paese. Si sa soltanto che è rimasto qui per quasi due anni, probabilmente durante la prima decade del secolo. La ricerca alla Direzione Nazionale di Migrazioni è stata inutile. Solo gli immigrati arrivati al paese dopo il 1923 sono lì ordinati alfabeticamente. Trovare una persona arrivata prima, conoscere la sua data d'ingresso oppure il nome della nave con cui è giunta, è quasi impossibile. Alla Polizia Federale, l'inchiesta è risultata più positiva. Nell'elenco generale della polizia figurano più o meno 30 Juan (o Giovanni) Luciani. Di quelli solo tre erano italiani e, in base alla data di arrivo al paese (1906, 1909 e 1914), potrebbe trattarsi del padre del nuovo Papa. Ma, accedendo ai rispettivi prontuari, le speranze di trovare dei dati più concreti sono svanite. I tre Giovanni Luciani hanno continuato ad abitare in Argentina ed, a seconda dei pochi dati disponibili, il padre di Giovanni Paolo I aveva trascorso solo alcuni mesi a Buenos Aires e circa un anno e mezzo in qualche città all'interno del paese. Rimaneva, per ultimo, l'eroico e sempre stimabile ricorso all'elenco telefonico, dove c'erano 79 Luciani. Dopo la ricostruzione di più di un'albero genealogico comparve un dato concreto. Iris Luciani, che abita in via Viedma al 6500, a Liniers (n.d.a. quartiere di Buenos Aires), potrebbe essere cugina seconda del Papa : "Mio papà si chiamava Giovanni ed è arrivato in Argentina nel 1909. È arrivato perché un suo cugino, chiamato anche Giovanni, che si trovava qui da un'anno prima, gli aveva scritto perché lo facesse. Credo che quel cugino fosse il padre di Giovanni Paolo I e stava vivendo a Bahía Blanca. Mio papà è rimasto per sempre in Argentina (è morto nel 1969), però il cugino è tornato in Italia nel 1910. Passarono gli anni e, nel 1930, mio papà è stato in Italia per fare visita a tutti i suoi parenti. Si è ritrovato con quel cugino che si era sposato. Uno dei suoi figli (Albino) stava facendo la carriera sacerdotale. Tutta la famiglia di papà è stata sempre molto cattolica. Papà andava sempre a Messa e, se Lei guarda bene le fotografie, somiglia abbastanza il Papa. Quando abbiamo visto Giovanni Paolo I alla televisione, mia figlia gridò subito : "le stesse orecchie del nonno". Adesso andiamo ad inviare una lettera al Vaticano per confermare la parentela e sapere certamente se abbiamo l'onore di essere parenti di Giovanni Paolo I". Daniel Kon Foto : Mario Paganetti
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Le famiglie Luciani in province di Argentina
"Radiolandia 2000", settembre 1978
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Di fronte alle prospettive di un conflitto armato tra Argentina e Cile, causa la disputa territoriale delle isole del Canale di Beagle (Picton, Nueva e Lennox), il Santo Padre, Giovanni Paolo I, ha lasciato in evidenza la sua preoccupazione con un messaggio indirizzato alle Conferenze Episcopali dei paesi coinvolti. Grazie all'intervento mediatore di Giovanni Paolo II, poco dopo l'inizio de suo pontificato, si è riuscito ad impedire la guerra e, finalmente, si ha firmato l'accordo di pace nel 1984.
Gloria C. Molinari
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Giovanni Paolo I aveva interceduto per la pace di Argentina e Cile |
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"Clarín", 30 settembre 1978 |
Settimanale cattolico "Esquiú", 8 ottobre 1978
Giovanni Paolo I e la pace
Venerabili fratelli nell'Episcopato :
In questi momenti in cui, davanti alla situazione esistente tra i rispettivi paesi, la vostra responsabilità di pastori vi ha spinto a chiedere ai vostri fedeli che lavorino e preghino per la pace, desideriamo aprirvi il nostro animo di Supremo Pastore e Padre comune, da corroborare i vostri sforzi in così meritevole compito.
Infatti, le presenti circostanze, con le loro tensioni e minacce, richiedono la nostra attenzione e muovono il nostro proposito di sensibilizzare tutti nostri figli ed tutte le persone di buona volontà, perché le divergenze aperte non inaspriscano gli spiriti e possano condurre ad imprevidibili conseguenze.
Senza entrare in aspetti tecnici, che sono fuori dal nostro intento, vogliamo esortarvi a che, con tutta la forza morale a vostra disposizione, facciate opera di pacificazione, incoraggiando tutti, governanti e governati, verso mete d'intendimento reciproco e di generosa comprensione verso coloro che, al di sopra delle barriere nazionali, sono fratelli in umanità, figli dello stesso Padre, a Lui collegati da identici vincoli religiosi.
È necessario creare un clima generalizzato in cui, deposta tutt'attitudine bellicosa o di animosità, prevalgano le ragioni della concordia sopra le forze dell'odio oppure della divisione, le quali solo lasciano dietro di sé le orme distruttrici.
Al Principe della pace raccomandiamo queste intenzioni nella preghiera, a cui, ne siamo sicuri, vi associerete voi ed i vostri fedeli. Sopra quanti collaborino in questa magnifica opera di pace, imploriamo, con la nostra Benedizione Apostolica, la ricompensa del Signore.
Vaticano, 20 settembre 1978
Iohannes Paulus PP. I
Settimanale cattolico "Esquiú", 17 settembre 1978
Da un'intervista al Presidente della Nazione, tenente generale Jorge R. Videla
- Che idea ne ha il Santo Padre dell'Argentina ?
- Conosce molto più di quello che potrebbe pensarsi del nostro paese. Suo padre, che quando è stato emmigrante, ha lavorato un paio d'anni, seppe, senza dubbio, informarlo della nostra terra e della nostra gente. È informazione che lui poi andava aggiornando e rafforzando. Perciò, conosce i nostri problemi, le nostre difficoltà, tanto quanto le nostre possibilità e le nostre realizzazioni. Ha saputo calibrare quelli, apprezzare queste e capire le loro cause. L'udienza che ha avuto la bontà di concedermi, ha messo in risalto l'amore che Giovanni Paolo I sente per l'Argentina. È stata un'opportunità, inoltre, per confermare nelle sue parole, nelle sue riflessioni, nelle sue domande, come quell'amore per gli argentini si nutra dalla conoscenza che lui ha della nostra realtà, lasciando da parte le equivoche immagini che abbiano potuto circolare per Roma.
Settimanale cattolico "Esquiú", 10 settembre 1978

"Monsignor Luciani è stato il mio vescovo"
Si chiama Giancarlo Tondarto, è parroco di San Jorge a Lanús Este. Ha 38 anni ed è nato in una località chiamata Oderzo, appartenente alla diocesi di Vittorio Veneto, Italia. Nel 1957, ai 17 anni, fece il suo ingresso al seminario della stessa diocesi dov'è rimasto fino al 1963 in cui, lui si è trasferito, per volontà propria, al seminario di Verona per l'America Latina.
Le prime impressioni
"È stato allora sul finire del 1958 quando l'ho conosciuto. Proprio questo è sucesso quando lui aveva visitato il seminario.Ci ha colpiti tutti per la sua semplicità. Fisicamente, era un uomo di statura media e, quello sì, camminava velocemente. È curioso, però quando uno vede Luciani sembra di averlo già conosciuto e incontrato prima. Cioè, si vede in la vera grandezza.
- Che altro ricorda di quelle prime impressioni ?
- Beh ... il suo grande cuore, il suo sorriso, il suo atteggiamento paterno, magari, il suo fervore per la catechesi. Io ricordo molto specialmente un episodio prima della mia ordinazione.
- Perché non lo racconta ?
- Bene ... (con gli occhi pieni di emozione). Lei sa, quando uno stà per diventare sacerdote "trema" e sempre ogni volta di più man mano si avvicina il giorno dell'ordinazione, ed io non sapevo a chi confidarmi perché mi desse tranquillità. L'ho visto a Luciani, gli ho spiegato il problema, mi ha guardato con dolcezza, con quel sorriso caratteristico, prese il Vangelo e lesse quello che dice "la potenza di Dio si manifesta nella debolezza degli uomini" (il padre Tondarto ha alzato la testa ed ha fatto un gesto di soddisfazione e di che tutto fosse stato detto).
- Che altri ricordi ha ?
- Alcune frasi che ripeteva sempre.
- Ad esempio ?
- Ad esempio quell'altra : "Se vuoi parlare dieci minuti, ti prepari un'ora; se vuoi parlare un'ora, ti prepari dieci minuti". Oppure : "Il catechista dev'essere sempre sole, a volte vento e poche volte tuoni e tempeste". Frasi che, in principio, sembrano semplici ma che racchiudono una grande saggezza. Ah ... mi scusi ...
- Sì ?
- Ricordo che, già prima del Concilio Vaticano, era un uomo molto schivo e toglieva la mano perché non gli baciassino l'anello. Inoltre, era molto semplice, lasciava da parte il formalismo ed era anche molto servizievole. E molto fisionomista. Veramente questa caratteristica era molto evidente in lui.
Le sue caratteristiche
- Che cosa è stata che lo ha colpito in Luciani ?
- Tre cose sono state quelle che mi hanno colpito : l'umiltà, la gioia e la paternità.
- Ci parli di ognuna di quelle caratteristiche ...
- La prima, l'umiltà, la semplicità, che è propria di un uomo che non fa pesare la sua autorità, che non fa pesare la sua grandezza. Luciani sa bene che è cristiano, sacerdote, vescovo e Papa per grazia di Dio. Perciò non fa mai sentire superiorità.
- Per quanto riguarda il secondo aspetto ... cosa ci può dire ?
- È quello della gioia, che si manifesta nel suo sorriso franco, giovanile, che esce, aldilà delle sue labbra, dal cuore. Sa pure che il sorriso è dialogo e perciò ce l'ha sempre presente. Quando l'ho visto sul balcone della basilica sorridente, salutando dopo la sua recente elezione, stava già parlando con la gente. La gioia, dunque, è una delle sue caratteristiche più note.
- E della sua paternità ?
- Come sacerdote è già padre, però diventa più grande man mano che Dio glielo chiede (vescovo, cardinale, Papa). Ciò che mi piace di più di quella paternità è una peculiarità difficile da capire ed è questa : oggi noi vediamo dei genitori che sono deboli, che permettono qualsiasi cosa, che sono più che genitori, nonni. Mentre, Giovanni Paolo I, ogni volta che deve premere il freno, con quel sorriso caratteristico dirà di no. Io lo vedo come un padre di famiglia che sa tirar fuori dal suo tesoro ciò ch'è nuovo e ciò ch'è vecchio. Credo che Giovanni Paolo I sarà un Papa che ci farà ricordare tutto l'esenziale dell'antico, del passato. Vale a dire, non rinnovarà per rinnovare, ma quando l'antico non serva più.
- Si dice che Giovanni Paolo I riunisca le caratteristiche di Giovanni XXIII (bontà) e di Paolo VI (cultura). Cosa ne pensa ?
- La bontà di Giovanni XXIII, sì. La saggezza di Paolo VI, non lo so; credo che siano due cose diverse. Ognuno ha le sue caratteristiche. Tutti e due sono maestri della fede, ma mi sembra che lo stile di Luciani è quello di fare degli esempi. Si lascia andare da esempi, da aneddoti, da fatti della vita di ogni giorno. Perciò ha un linguaggio diverso; non è il modo di parlare di Paolo VI ma, piuttosto, quello di Giovanni XXIII.
- Poco fa, Lei aveva accennato al fervore che aveva per il catechismo ...
- Sì, Giovanni Paolo I è, come ho detto prima, maestro della fede, ma ha un forte stile catechistico, con un linguaggio molto chiaro. Le sue conversazioni saranno molto catechetiche. Penso, inoltre, che la sua prima enciclica sarà sulla catechesi.
- Crede che viaggerà molto ?
- È stato sempre molto inquieto; da lì deduco che viaggerà molto. Percorreva la sua diocesi continuamente, perciò insisto che lui viaggerà abbastanza, senza trascurare Roma, che è la sua diocesi originale. Come tutti, avrei il desiderio che venisse in Argentina nel 1980, per l'anno mariano. Ora, se il Papa verrà, sarà se lo spirito di Dio glielo suggerisce. Perciò, tutti gli Argentini devono cominciare la campagna di preghiera perché lui venga. Insomma, "sognare non costa niente".
- Finalmente, qual'è la frase che lo definisce meglio, secondo Lei, Giovanni Paolo I ?
- Quella che ha sul suo stemma "Humilitas" e "Gesù non è venuto ad essere servito ma per servire".
Quando ci congedavamo dal padre Tondarto, questi si è chinato un po' e mormorò entusiasta : "tra di noi : continuiamo ad essere fortunati con i Papi". Giovanni Paolo I ha, adesso, la parola.
Sergio Rubín
IV Pellegrinaggio giovanile della arcidiocesi di Buenos Aires al Santuario della Madonna di Luján, il 30 settembre 1978
Settimanale cattolico "Esquiú", 8 ottobre 1978
600.000 GIOVANI A LUJAN
Con tutto il dolore e la perplessità che ha lasciato la improvvisa morte del Pontefice, per le cui intenzioni era previsto pregare durante il percorso, di fronte alle paure ed alle preoccupazioni per il conflitto con Cile, i giovani hanno pregato portando bandiere argentine e papali, immagini di Giovanni Paolo I e, segno eloquente, bandiere cilene applaudite, mentre passavano, dagli osservatori, sbalorditi testimoni di tanto entusiasmo.
Omelia del cardinale Aramburu (brani)
- "Adesso ci sentiamo più poveri"
"Stavamo vivendo e godendo l'avvenimento del Vaticano nell'ultimo conclave dove avevamo il nuovo Capo, Giovanni Paolo I. Ma, all'improvviso, è arrivata la triste notizia della sua scomparsa "- ha detto mons. Aramburu.
"È come se avessimo perso qualcosa di nostro. Alcuni capi di stato hanno detto : adesso ci sentiamo più poveri. Ma questo non fa sparire la fede e la speranza nella Chiesa. Abbiamo giorni da venerdì santo e da sabato di Risurrezione. Questa è la vita del cristiano e della Chiesa".
Ha detto Giovanni Paolo I ai giornalisti - ha ricordato l'Arcivescovo di Buenos Aires - : "quando vi rivolgete alla Chiesa, capitela nel profondo del suo mistero". La Chiesa è il grande mistero della sua costituzione : ne ha un'elemento umano, noi, ed un altro divino.
Nonostante i problemi, ha una linfa che la rinvigorisce nei cattivi momenti. Opera sulla terra ma la sua missione è trascendente. Ha problemi umani ma, quando parla, lo fa in ordine al Regno di Dio. È sulla terra ma porta i suoi membri ad una trascendenza divina.
Nell'ultimo conclave, in una maniera straordinaria, fuori da ogni calcolo, la Chiesa ha manifestato chiaramente che c'era una vita speciale e ci dà Giovanni Paolo I. Oggi intendevamo averlo vivo tra di noi ma lo faremo sentire presente con la nostra preghiera.
- Il Papa sapeva di questo pellegrinaggio
"Il compianto Santo Padre - ha continuato il Cardinale - aveva in mente questo pellegrinaggio. Il 30 agosto io gli ho detto che lo avremmo fatto per le diverse intenzioni già conosciute e lui mi ha chiesto : "Qual'è il titolo della Madonna ?". Ho risposto : "Nuestra Señora de Luján (n.d.a. Madonna di Luján), padrona dell'Argentina". E lui mi ha detto : "Do la speciale benedizione ai pellegrini, a quelli di Buenos Aires ed al paese". (...)
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Testimonianze di giovani pellegrini
- Pablo, 18 anni, ha detto che "la morte di Papa Giovanni Paolo I ci unisce di più; penso che la sua scomparsa ha indotto in molti a partecipare a questo pellegrinaggio".
- "Voglio pregarla (la Madonna) per Papa Giovanni Paolo I; mi piaceva; e perché abbiamo un altro così buono come lui; e per la pace, per i giovani - commenta Celia, di Villa Luro - e per tutta la mia famiglia".
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