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BELLUNO 

sabato 26 agosto 2000, S. Alessandro 

  

I dieci " miracoli" di Papa Luciani

Sono 250 mila le firme a sostegno della causa di beatificazione.
Le prospettive e la procedura da seguire. Don Carlin, ed il parroco di Canale, don Tison, invitano però alla massima cautela.


BELLUNO. Sarebbero ormai una decina i casi di guarigione che hanno del miracoloso e che vengono attribuiti a papa Luciani, eletto al soglio pontificio il 26 agosto 1978. Un numero più che sufficiente, questi miracoli, per sostenere la richiesta di apertura del processo di beatificazione, sollecitato ormai da duecentocinquantamila fedeli. Tanti, almeno, sono quelli che hanno sottoscritto la petizione, che rimane ancora aperta a Canale come lo è a Venezia. Ma sia il parroco di Canale d'Agordo, don Andrea Tison, che don Mario Carlin, direttore di "Humilitas", consigliano prudenza.
"Humilitas" è il periodico che dà conto della figura e dell'opera di Luciani, raccogliendo anche importanti testimonianze sul suo operato, e che trae il suo titolo dal motto dello scomparso Pontefice. Insomma, sostengono i due sacerdoti, è da evitare qualsiasi forma di fanatismo. E di questo stesso parere è suor Maria Edvige Pinaffio, che di miracolati, fra i parenti, ne ha ben due: la sorella Ines, sopravvissuta ad una difficilissima operazione al cuore, ed il genero di un fratello guarito da un tumore al cervello.
«Ho fra le mani, da alcuni anni, la documentazione relativa ad un giovane che "miracolosamente" è guarito dal cancro», fa sapere don Tison. «La farò avere, prima di lasciare la parrocchia, in settembre, al vescovo monsignor Brollo, perché la conservi e la usi come meglio ritiene opportuno». Ma si tratta veramente di un miracolo? «Può essere. Le cartelle cliniche potrebbero farlo intuire. Bisogna, però, che siano degli esperti a verificarle. Io non lo sono. Quindi non mi pronuncio, anche se sarei ben lieto che si trattasse di una guarigione miracolosa».
«Più importante ancora dei miracoli e della stessa beatificazione», puntualizza, dal canto suo, don Carlin, «è la necessità, anzi l'urgenza che si valorizzi questa figura di papa. Oggi, infatti, ci troviamo in presenza di una strana "congiura del silenzio", che sta mettendo il bastone fra le ruote a quanti vorrebbero che si perpetuasse la memoria di questo figlio illustre della terra bellunese, data l'esemplarità della sua vita».
Quest'oggi, a Canale d'Agordo, vengono ricordati, con una cerimonia religiosa, i 22 anni dall'elezione al pontificato di Albino Luciani, nato il 17 ottobre 1912 e diventato prete il 7 luglio 1935. Non è escluso che oggi stesso don Tison consegni al vescovo monsignor Pietro Brollo il plico relativo all'ultimo "miracolo". Riguarda un giovane del Veneto, di cui don Andrea non vuole rivelare l'identità. Si limita a specificare: «Oggi è un padre di famiglia. Una decina d'anni fa soffriva di una grave forma tumorale. All'epoca è venuto in pellegrinaggio a Canale d'Agordo e ha ripetutamente invocato la grazia del Signore, per intercessione di Luciani. E' riuscito a guarire. Si è laureato, si è felicemente sposato ed ha avuto dei figli».
Queste testimonianze, come le firme per la beatificazione, sono conservate negli archivi della diocesi, a Belluno. Al momento, però, non si sa quando e in che modo potrà essere avviato il processo che dovrebbe portare Luciani sugli altari. Solitamente compete alla diocesi nella quale il futuro santo muore farsi carico dell'avvio del procedimento. Ma a Roma Luciani è vissuto solo poco tempo. Giovanni Paolo II, che il prossimo 3 settembre beatificherà Giovanni XXIII, al quale tra l'altro si deve la nomina dell'allora vicario generale della diocesi di Belluno-Feltre a vescovo di Vittorio Veneto, ha confidato a suo tempo a monsignor Maffeo Ducoli che se c'erano difficoltà a Roma, si sarebbe potuto cercare di ovviarle a Venezia o a Belluno, aprendo in queste sedi la causa. «Premettendo che, a mio avviso, è più importante oggi valorizzare quanto Luciani ha testimoniato, piuttosto che insistere esclusivamente sulla beatificazione», interviene don Carlin. «E' pur vero che se s'intende perseguire su questa strada, come mi auguro, è opportuno farlo in tempi molto stretti. Una causa di beatificazione, per non trovare ostacoli di carattere storico, dovrebbe svolgersi prima dei 30 anni dalla morte. Almeno iniziare in questo lasso di tempo».
Secondo don Carlin, poi, in fatto di miracoli, sono più produttivi, ai fini della canonizzazione, quelli che Luciani potrebbe compiere da "servo di Dio", il primo stadio verso la canonizzazione, piuttosto di quelli già avvenuti. Che, in ogni caso, «restano segni importanti» dell'esemplarità della persona da proporre agli onori degli altari. «Un processo adesso», aggiunge don Carlin, «sarebbe tra l'altro necessario perché sono ancora vivi numerosi testimoni che possono confermare come questo papa non sia stato la "meteora" di cui si dice, ma che per tutta la sua vita abbia coltivato delle virtù che sono un esempio per i cristiani».


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